| Nome: | Descrição: | Tamanho: | Formato: | |
|---|---|---|---|---|
| 1.77 MB | Adobe PDF |
Autores
Resumo(s)
La tesi propone un incontro tra l’opera di Antonio Tabucchi e il campo interdisciplinare della Medicina Narrativa, in particolare a partire dal lavoro di Rita Charon. Alla base di questo incontro c’è la letteratura vista come esperienza conoscitiva di sé e dell’altro, in una tensione etica presente sia in Tabucchi che in Charon. Si tratta di un approccio inedito all’opera di Tabucchi: mai è stato analizzato il suo raccontare la malattia, il dialogo tra medico e paziente, il suo uso della scrittura come possibile cura delle angosce interiori. Questo studio è stato possibile grazie al riferimento a pensatori di rilievo nella Medicina Narrativa: in particolare Edgar Morin, Artur W. Frank, João Lobo Antunes, Paul Ricoeur, Hans-Georg Gadamer, Martha Nussbaum. Il concetto di interdisciplinarità di Edgar Morin è stata la cornice all’interno della quale collocare la mia ricerca. La figura del “narratore ferito,” teorizzata dal sociologo Arthur W. Frank, ha poi indicato la giusta direzione per l’analisi della poetica di Tabucchi e dei suoi personaggi. I saggi del neurochirurgo portoghese João Lobo Antunes hanno permesso di inquadrare il contesto valoriale che lega Humanitas, Umanesimo e medicina. Inoltre, sia per Tabucchi che per Antunes, l’ascolto è lo strumento attraverso cui sviluppare un’attenzione totale all’altro. Paul Ricoeur ha fornito il concetto fondamentale di “identità narrativa”. Infine, Hans-Georg Gadamer e Martha Nussbaum hanno creato ponti tra il pensiero antico e il bisogno attuale di una cura personalizzata.
La tesi è formata da due parti: la prima è un inquadramento generale, composto di due capitoli; la seconda è dedicata all’analisi dei testi, ed è composta di tre capitoli. Nel primo capitolo dei cinque, dal titolo “Incontri postumi: Antonio Tabucchi e Rita Charon,” ho analizzato come sia per Tabucchi che per Charon la letteratura interroghi il nostro essere nel mondo, il nostro affrontare la sofferenza, in un’indagine umanistica sulla complessità della persona. Approfondendo in seguito i punti di convergenza del loro pensiero, ho costatato come entrambi critichino la medicina basata su cure standardizzate, che ignora la storia individuale del paziente. Per entrambi, inoltre, la letteratura aiuta a sviluppare l’attenzione all’altro, in una conoscenza del diverso da sé che porta all’empatia. Un altro punto di incontro tra Tabucchi e Charon è il racconto del corpo, che diventa la biografia del nostro esistere. Il corpo parla, spiega Rita Charon, in una sorta di polifonia dell’anima umana, nella quale non esiste solo l’io razionale, ma anche la voce incoerente del dolore fisico. Il disagio del corpo diventa così la dimensione più autentica per vivere la realtà, i sentimenti, l’attivismo politico.
Nel secondo capitolo, dal titolo “Humanitas e Umanesimi,” analizzo come i valori della Medicina Narrativa e delle Medical Humanities, discendano dall’Humanitas latina, ripercorrendo il pensiero di Terenzio e di Seneca, concetto che sarà poi ripreso all’inizio dell’Umanesimo da Boccaccio. In una delle sue ultime interviste, Tabucchi lega l’attenzione all’altro, sancita da Terenzio, con l’atto di indignarsi, incarnando così una nuova figura di “umanista militante” che, partendo dai valori etici della letteratura, lotta contro le ingiustizie.
Dopo questo inquadramento generale, la seconda parte della tesi analizza l’opera dello scrittore toscano, iniziando con un capitolo intitolato “Requiem, la scrittura dell’anima e del corpo.” È questo il romanzo di Tabucchi in cui è più evidente una visione olistica dell’individuo, poiché l’io narrante vive tormenti nell’anima che somatizza nel corpo. Gli incontri più importanti del protagonista sono quelli con il Padre Giovane e con Tadeus, che rappresentano i nodi irrisolti di un senso di colpa incurabile. Un altro aspetto importante per una lettura medico-narrativa di Requiem è la questione dell’herpes zoster, chiamato anche fuoco di Sant’Antonio: una malattia della pelle che nel romanzo è il sintomo di un disagio esistenziale. Il protagonista si reca al Museo di Arte Antica per vedere il quadro di Hieronymus Bosch Le tentazioni di Sant’Antonio. Lì scopre che coloro che erano affetti dal terribile virus si ponevano davanti al quadro nella speranza di essere guariti. L’arte che cura è un concetto molto presente nella Medicina Narrativa: lo slow looking, ossia il guardare un’immagine con lentezza e attenzione, è una di quelle attività creative che aiutano il paziente a raccontare di sé.
Il capitolo seguente, intitolato “Il dialogo medico-paziente in Sostiene Pereira e Tristano muore e la storia dell’infermiera e la bambina,” comincia con un’analisi dei due romanzi, nei quali incontriamo ulteriori punti di contatto con la Medicina Narrativa: qui la narrazione a partire dal corpo è ancora più evidente che in Requiem, perché il corpo racconta il conflitto politico e diviene la voce che denuncia l’ingiustizia. In Sostiene Pereira il sudore del protagonista aumenta quando vede la polizia di Salazar, è la somatizzazione dei suoi tormenti di coscienza; mentre in Tristano muore la cancrena del vecchio partigiano è la metafora della fine dei principi democratici. Troviamo inoltre una rappresentazione positiva del rapporto medico-paziente: il dottor Cardoso per Pereira, e il dottor Ziegler per Tristano sono medici che sanno ascoltare e comprendere i loro assistiti e che sanno trovare le giuste parole per una cura individualizzata. Sono quasi un exempla della pratica raccomandata dalla Medicina Narrativa. Il capitolo si chiude con l’analisi del rapporto tra l’infermiera e la bambina che si trova alla fine del racconto Clof, clop, cloffete cloppete. La poetica dell’ascolto di Tabucchi qui diventa empatia con il paziente, in un processo relazionale che Charon definisce embodiment, ossia la capacità di percepire se stesso e l’altro come realmente sono, andando oltre i rigidi ruoli professionali e sociali che stabiliscono il comportamento di un medico (o di un infermiere) con chi è curato.
L’ultimo capitolo, “Da Notturno indiano a Per Isabel, un mandala: il corpo e l’oltre, la ricerca spirituale,” inizia confrontando la metafora del cuore presente sia in Tabucchi che in Charon: entrambi la usano per raccontare il problema dell’attenzione all’altro. Inoltre, si evidenzia come l’elemento del sangue assume una centralità semantica nella raccolta di racconti Si sta facendo sempre più tardi, dove la descrizione della circolazione sanguigna serve a indagare gli aspetti più oscuri dell’anima umana. Tabucchi mostra in questi racconti una visione ancora più complessa dell’esistenza, caratterizzata da una continua angoscia interiore, ma è evidente anche una ricerca spirituale, una tensione in direzione dell’eterno.
Il romanzo di Tabucchi in cui si parla più esplicitamente di spiritualità è Per Isabel, un mandala, pubblicato postumo. Anche qui la mia analisi parte dalla Medicina Narrativa, che trova nella Contemplative Care valori vicini al buddismo, identificando nella pratica meditativa uno strumento utile per arrivare a una cura umanistica. Nel romanzo Notturno indiano Tabucchi dimostra una conoscenza non occasionale del buddismo e dell’induismo. Inoltre, dalle carte conservate nell’archivio della Bibliothèque Nationale de France di Parigi, possiamo supporre che il romanzo pubblicato postumo sia per Tabucchi, ancor più di altre sue opere, una forma di scrittura terapeutica. Pertanto, anche la spiritualità diventa uno strumento di guarigione. Questa dimensione è alla base della definizione di Medicina Narrativa di Rita Charon, in cui per curare il corpo c’è bisogno anche di curare l’anima in tutte le sue possibili accezioni.
Questi sono i temi principali della tesi, il filo rosso che intreccia Tabucchi e Charon attraverso i tanti testi e pensatori convocati come testimoni di questo incontro. Ma il mio lavoro non vuole essere esaustivo, piuttosto aprire la strada a nuovi studi sull’argomento. Infatti, gli inediti di Tabucchi che vengono progressivamente pubblicati, dimostrano come il rapporto tra parola e cura sia costantemente presente nella sua scrittura e rivesta sempre nuovi aspetti, ancora da studiare.
Esta tese propõe um encontro entre a obra de Antonio Tabucchi e o campo interdisciplinar da Medicina Narrativa, em particular entendido a partir dos trabalhos de Rita Charon. Este encontro tem como base a literatura vista como experiência cognitiva de si e do outro, numa tensão ética presente tanto em Tabucchi quanto em Charon. É uma abordagem inédita da obra de Tabucchi: nunca foi analisado o tratamento dado ao tema da doença, incluindo a relação médico-paciente, ou a representação da escrita como possível cura para angústias interiores. Esta análise também foi possível através da referência a pensadores de relevo no âmbito da Medicina Narrativa: os mais importantes são Edgar Morin, Artur W. Frank, João Lobo Antunes, Paul Ricoeur, Hans-Georg Gadamer, Martha Nussbaum. O conceito de interdisciplinaridade de Edgar Morin foi a estrutura dentro da qual situei a minha pesquisa. A figura do “narrador ferido”, teorizada pelo sociólogo Arthur W. Frank, foi também muito útil na análise da poética e das personagens de Tabucchi. Os ensaios do neurocirurgião português João Lobo Antunes enquadram o contexto valorativo para a ligação entre Humanitas, Humanismo e medicina. Além disso, tanto Tabucchi quanto Antunes fazem da escuta uma ferramenta de atenção total ao outro. Paul Ricoeur forneceu o conceito fundamental de “identidade narrativa”. Hans-Georg Gadamer e Martha Nussbaum criaram pontes entre o pensamento antigo e a necessidade atual de uma cura personalizada. Assim, dividi a minha tese em duas partes: uma primeira parte, de enquadramento geral, com dois capítulos; e uma segunda parte dedicada à análise dos textos, composta por três capítulos. No primeiro capítulo, “Incontri postumi: Antonio Tabucchi e Rita Charon”, analisei como, tanto para Tabucchi quanto para Charon a literatura questiona o nosso estar no mundo, o nosso lidar com o sofrimento, numa investigação humanística da complexidade da pessoa. Aprofundando em seguida a análise de pontos de convergência entre os dois, constatei como ambos criticam a medicina baseada em cuidados padronizados que ignoram a história individual do paciente. Para ambos, portanto, literatura ajuda a desenvolver a atenção à alteridade, promovendo o conhecimento do diferente de si mesmo, levando à empatia. Outro ponto de encontro entre Tabucchi e Charon é a história do corpo que se torna a biografia mais autêntica do nosso ser. O corpo fala, explica Charon, numa espécie de polifonia da alma humana, na qual não existe apenas o ego racional, mas também a voz incoerente da dor física. O desconforto do corpo torna-se assim a dimensão mais autêntica para experimentar a realidade, os sentimentos, o ativismo político. No segundo capítulo da primeira parte, “Humanitas e Umanesmi,” analiso como os valores da Medicina Narrativa e das Humanidades Médicas descendem do latim Humanitas através do pensamento de Terêncio e de Séneca, conceito retomado no início do Humanismo por Boccaccio. Numa de suas últimas entrevistas, Tabucchi conecta a atenção ao outro sancionada por Terenzio com o ato de indignação, encarnando uma nova figura de “humanista militante” que, traçando valores éticos na literatura, luta contra as injustiças. Após o enquadramento geral, a segunda parte da tese analisa a obra do escritor toscano, iniciando com um capítulo intitulado “Requiem, la scrittura dell’anima e del corpo”. Este é o romance de Tabucchi em que mais se evidencia uma visão holística do indivíduo, pois o narrador vivencia tormentos da alma que somatiza em seu corpo. Os encontros mais importantes que o narrador faz, aqueles com o Padre Giovane e com Tadeus, representam nós não resolvidos em torno de sentimentos de culpa incuráveis. Outro nó importante para uma leitura narrativa-médica de Requiem é a questão do herpes zoster ou também chamado fogo de Santo Antônio: uma doença de pele cuja representação no romance se torna sintoma de um desconforto existencial. O protagonista vai ao Museu de Arte Antiga de Lisboa, para visitar o quadro de Hieronymus Bosch As tentações de Santo António. Lá ele descobre que aqueles que sofrem com o terrível vírus foram para a frente da pintura na esperança de serem curados. A arte que cura é um conceito muito presente na Medicina Narrativa: o slow looking, ou seja, olhar uma imagem devagar e com cuidado, é uma daquelas atividades criativas que ajudam o paciente a contar sobre si mesmo. O capítulo seguinte, intitulado “Il dialogo medico-paziente in Sostiene Pereira e Tristano muore e la storia dell’ infermeira e la bambina”, começa com uma análise dos dois romances em que encontramos os maiores pontos de contato com a Medicina Narrativa: aqui a narração a partir de corpo é ainda mais evidente do que em Requiem, pois o corpo narra o conflito político, torna-se a voz que denuncia a injustiça. Em Sostiene Pereira, o suor do protagonista intensifica-se ao ver a polícia de Salazar, é a somatização da sua laboriosa consciência; já em Tristano muore, a gangrena do velho partigiano é a metáfora do fim dos princípios democráticos. Há também representações positivas da relação entre médico e paciente: Dr. Cardoso, para Pereira, e Dr. Ziegler, para Tristano, são médicos que sabem ouvir e entender seus pacientes e encontrar as palavras certas para um cuidado individualizado. Estas personagens são quase exempla da prática recomendada pela Medicina Narrativa. O capítulo fecha com uma análise da relação entre a enfermeira e a menina que se encontra no final da história Clof, clop, cloffete, cloppete. A poética da escuta de Tabucchi torna-se aqui empatia com o paciente, em termos que Charon define como embodiment, ou seja, a capacidade de perceber a si mesmo e aos outros como realmente são, para além dos papéis profissionais e sociais de médico (ou enfermeiro) com a pessoa que está a ser tratada. No último capítulo, intitulado “Da Notturno indiano a Per Isabel, um mandala: il corpo e l’oltre, la ricerca spirituale,” analisa-se como Tabucchi e Charon usam a metáfora do coração para ilustrar o problema da atenção ao outro O sangue assume também centralidade semântica na coletânea de contos de Tabucchi Si sta facendo sempre più tardi, onde a descrição da circulação sanguínea estrutrura a narração de aspectos mais obscuros da alma humana. Tabucchi mostra nessas histórias uma visão ainda mais complexa da existência, caracterizada por uma contínua angústia interior, mas também é evidente uma busca espiritual, uma tensão em direção do eterno. O romance de Tabucchi em que a espiritualidade é mais explicitamente abordada é Per Isabel, un mandala, publicado postumamente. Também aqui a minha análise parte da Medicina Narrativa, que encontra no Contemplative Care valores próximos aos do budismo, identificando práticas meditativas como ferramentas úteis para chegar a uma cura humanística. No romance Notturno Indiano, Tabucchi demonstra um conhecimento do budismo e do hinduísmo que é tudo menos ocasional. Além disso, a partir dos papéis guardados no arquivo da Bibliothèque Nationale de France em Paris, podemos supor que o romance publicado postumamente é para Tabucchi, ainda mais do que outras obras suas, uma escrita terapêutica. Assim, a espiritualidade torna-se uma ferramenta de cura. Esta dimensão está na base da definição de Medicina Narrativa de Rita Charon, em que para curar o corpo há também a necessidade de curar a alma em todos os seus significados possíveis. Estes são os temas principais da tese, o fio vermelho que entrelaça Tabucchi e Charon através dos muitos textos e pensadores convocados como testemunhas desse encontro. Mas, como digo na conclusão, meu trabalho não pretende ser exaustivo, mas sim abrir caminho para novos estudos sobre o assunto. De fato, os trabalhos inéditos de Tabucchi que vão sendo publicados progressivamente demonstram como a relação entre palavra e cuidado está constantemente presente na sua escrita e assume sempre novos aspectos.
Esta tese propõe um encontro entre a obra de Antonio Tabucchi e o campo interdisciplinar da Medicina Narrativa, em particular entendido a partir dos trabalhos de Rita Charon. Este encontro tem como base a literatura vista como experiência cognitiva de si e do outro, numa tensão ética presente tanto em Tabucchi quanto em Charon. É uma abordagem inédita da obra de Tabucchi: nunca foi analisado o tratamento dado ao tema da doença, incluindo a relação médico-paciente, ou a representação da escrita como possível cura para angústias interiores. Esta análise também foi possível através da referência a pensadores de relevo no âmbito da Medicina Narrativa: os mais importantes são Edgar Morin, Artur W. Frank, João Lobo Antunes, Paul Ricoeur, Hans-Georg Gadamer, Martha Nussbaum. O conceito de interdisciplinaridade de Edgar Morin foi a estrutura dentro da qual situei a minha pesquisa. A figura do “narrador ferido”, teorizada pelo sociólogo Arthur W. Frank, foi também muito útil na análise da poética e das personagens de Tabucchi. Os ensaios do neurocirurgião português João Lobo Antunes enquadram o contexto valorativo para a ligação entre Humanitas, Humanismo e medicina. Além disso, tanto Tabucchi quanto Antunes fazem da escuta uma ferramenta de atenção total ao outro. Paul Ricoeur forneceu o conceito fundamental de “identidade narrativa”. Hans-Georg Gadamer e Martha Nussbaum criaram pontes entre o pensamento antigo e a necessidade atual de uma cura personalizada. Assim, dividi a minha tese em duas partes: uma primeira parte, de enquadramento geral, com dois capítulos; e uma segunda parte dedicada à análise dos textos, composta por três capítulos. No primeiro capítulo, “Incontri postumi: Antonio Tabucchi e Rita Charon”, analisei como, tanto para Tabucchi quanto para Charon a literatura questiona o nosso estar no mundo, o nosso lidar com o sofrimento, numa investigação humanística da complexidade da pessoa. Aprofundando em seguida a análise de pontos de convergência entre os dois, constatei como ambos criticam a medicina baseada em cuidados padronizados que ignoram a história individual do paciente. Para ambos, portanto, literatura ajuda a desenvolver a atenção à alteridade, promovendo o conhecimento do diferente de si mesmo, levando à empatia. Outro ponto de encontro entre Tabucchi e Charon é a história do corpo que se torna a biografia mais autêntica do nosso ser. O corpo fala, explica Charon, numa espécie de polifonia da alma humana, na qual não existe apenas o ego racional, mas também a voz incoerente da dor física. O desconforto do corpo torna-se assim a dimensão mais autêntica para experimentar a realidade, os sentimentos, o ativismo político. No segundo capítulo da primeira parte, “Humanitas e Umanesmi,” analiso como os valores da Medicina Narrativa e das Humanidades Médicas descendem do latim Humanitas através do pensamento de Terêncio e de Séneca, conceito retomado no início do Humanismo por Boccaccio. Numa de suas últimas entrevistas, Tabucchi conecta a atenção ao outro sancionada por Terenzio com o ato de indignação, encarnando uma nova figura de “humanista militante” que, traçando valores éticos na literatura, luta contra as injustiças. Após o enquadramento geral, a segunda parte da tese analisa a obra do escritor toscano, iniciando com um capítulo intitulado “Requiem, la scrittura dell’anima e del corpo”. Este é o romance de Tabucchi em que mais se evidencia uma visão holística do indivíduo, pois o narrador vivencia tormentos da alma que somatiza em seu corpo. Os encontros mais importantes que o narrador faz, aqueles com o Padre Giovane e com Tadeus, representam nós não resolvidos em torno de sentimentos de culpa incuráveis. Outro nó importante para uma leitura narrativa-médica de Requiem é a questão do herpes zoster ou também chamado fogo de Santo Antônio: uma doença de pele cuja representação no romance se torna sintoma de um desconforto existencial. O protagonista vai ao Museu de Arte Antiga de Lisboa, para visitar o quadro de Hieronymus Bosch As tentações de Santo António. Lá ele descobre que aqueles que sofrem com o terrível vírus foram para a frente da pintura na esperança de serem curados. A arte que cura é um conceito muito presente na Medicina Narrativa: o slow looking, ou seja, olhar uma imagem devagar e com cuidado, é uma daquelas atividades criativas que ajudam o paciente a contar sobre si mesmo. O capítulo seguinte, intitulado “Il dialogo medico-paziente in Sostiene Pereira e Tristano muore e la storia dell’ infermeira e la bambina”, começa com uma análise dos dois romances em que encontramos os maiores pontos de contato com a Medicina Narrativa: aqui a narração a partir de corpo é ainda mais evidente do que em Requiem, pois o corpo narra o conflito político, torna-se a voz que denuncia a injustiça. Em Sostiene Pereira, o suor do protagonista intensifica-se ao ver a polícia de Salazar, é a somatização da sua laboriosa consciência; já em Tristano muore, a gangrena do velho partigiano é a metáfora do fim dos princípios democráticos. Há também representações positivas da relação entre médico e paciente: Dr. Cardoso, para Pereira, e Dr. Ziegler, para Tristano, são médicos que sabem ouvir e entender seus pacientes e encontrar as palavras certas para um cuidado individualizado. Estas personagens são quase exempla da prática recomendada pela Medicina Narrativa. O capítulo fecha com uma análise da relação entre a enfermeira e a menina que se encontra no final da história Clof, clop, cloffete, cloppete. A poética da escuta de Tabucchi torna-se aqui empatia com o paciente, em termos que Charon define como embodiment, ou seja, a capacidade de perceber a si mesmo e aos outros como realmente são, para além dos papéis profissionais e sociais de médico (ou enfermeiro) com a pessoa que está a ser tratada. No último capítulo, intitulado “Da Notturno indiano a Per Isabel, um mandala: il corpo e l’oltre, la ricerca spirituale,” analisa-se como Tabucchi e Charon usam a metáfora do coração para ilustrar o problema da atenção ao outro O sangue assume também centralidade semântica na coletânea de contos de Tabucchi Si sta facendo sempre più tardi, onde a descrição da circulação sanguínea estrutrura a narração de aspectos mais obscuros da alma humana. Tabucchi mostra nessas histórias uma visão ainda mais complexa da existência, caracterizada por uma contínua angústia interior, mas também é evidente uma busca espiritual, uma tensão em direção do eterno. O romance de Tabucchi em que a espiritualidade é mais explicitamente abordada é Per Isabel, un mandala, publicado postumamente. Também aqui a minha análise parte da Medicina Narrativa, que encontra no Contemplative Care valores próximos aos do budismo, identificando práticas meditativas como ferramentas úteis para chegar a uma cura humanística. No romance Notturno Indiano, Tabucchi demonstra um conhecimento do budismo e do hinduísmo que é tudo menos ocasional. Além disso, a partir dos papéis guardados no arquivo da Bibliothèque Nationale de France em Paris, podemos supor que o romance publicado postumamente é para Tabucchi, ainda mais do que outras obras suas, uma escrita terapêutica. Assim, a espiritualidade torna-se uma ferramenta de cura. Esta dimensão está na base da definição de Medicina Narrativa de Rita Charon, em que para curar o corpo há também a necessidade de curar a alma em todos os seus significados possíveis. Estes são os temas principais da tese, o fio vermelho que entrelaça Tabucchi e Charon através dos muitos textos e pensadores convocados como testemunhas desse encontro. Mas, como digo na conclusão, meu trabalho não pretende ser exaustivo, mas sim abrir caminho para novos estudos sobre o assunto. De fato, os trabalhos inéditos de Tabucchi que vão sendo publicados progressivamente demonstram como a relação entre palavra e cuidado está constantemente presente na sua escrita e assume sempre novos aspectos.
