Vale, Teresa Leonor. M.2019-01-152019-01-152014VALE, Teresa Leonor M. do (2014) - Un ambasciatore portoghese a Roma nel Seicento (1676-1782): tra semplici acquisti di opere d’arte e collezionismo. Studi di Memofonte: rivista on-line semestrale. ISSN 2038-0488, p. 38-53.2038-0488http://hdl.handle.net/10451/36395Nel mese di gennaio del 1676 D. Luís de Sousa (1637-1690), arriva a Roma in veste di ambasciatore del re di Portogallo. Rimarrà nella città pontificia sino al 1682, abitando in un sontuoso palazzo in Campo Marzio, i cui interni una relazione d’epoca ci lascia immaginare. Tra i suoi molteplici impegni diplomatici il vescovo ambasciatore si lascia affascinare dall’Urbe, visita le sue chiese – seguendo l’itinerario per uso del buon pellegrino fissato da S. Filippo Neri poco più di un secolo prima – e passeggia nei giardini delle ville patrizie ammirando in particolare le fontane e gli «artificiosi giochi d’acqua» (come fa scrivere nel suo diario). Queste suggestioni lo condurranno ad acquistare per il portoghese conte di Ericeira una fontana disegnata da Gianlorenzo Bernini e scolpita da Ercole Ferrata, ancora oggi visibile nei giardini del Palácio Nacional de Queluz, nei pressi di Lisbona. Per sé stesso e per la sua villa di Calhariz, a sud della capitale, acquista numerosi dipinti, delle sculture e delle opere d’arti decorative. Oltre a presentare gli acquisti romani di D. Luis de Sousa alla luce dei documenti e delle opere sopravissute alle vicissitudini della storia, ciò che interessa discutere in questo saggio è soprattutto l’esistenza o meno di una strategia collezionisica per i suoi acquisti. Infatti, l’assenza di una cultura artistica internazionale da parte dell’ambasciatore – originario di un paese che soltanto nella seconda metà del Seicento, in seguito alla Restauração, si apriva più sistematicamente all’Europa – ha reso impossibile selezionare i migliori artisti, ideare criteri e strategie capaci di strutturare organicamente una raccolta e di diventare in questo modo un vero e proprio collezionista.In January 1676 D. Luís de Sousa (1637-1690) arrived at Rome as ambassador of the King of Portugal. He stayed there until 1682, living in a sumptuous palace in Campo Marzio. In the midst of his many diplomatic commitments, he was fascinated by the Urbe, visited numerous churches – following the itinerary of the good pilgrim, established by S. Philip Neri about a century before – and walked in the gardens of the patrician villas, admiring the fountains and especially the «artificiosi giochi d’acqua» (as mentioned in his diary). Under the spell of these impressions, he bought for the Portuguese Count of Ericeira a fountain – designed by Gianlorenzo Bernini and sculpted by Ercole Ferrata – which is today in the gardens of the Palácio Nacional de Queluz (Lisbon). For himself and his villa he acquired several paintings, some sculptures and some decorative art objects. Besides giving an account of D. Luís de Sousa’s Roman purchases – based both on papers and on still existing works of art – I want to deal with his strategy as a collector. In fact, his lack of a proper knowledge of the international art field – only in the second half of the 17th century, following the Restauração, Portugal opened itself to Europe – make it impossible for him to choose the most valuable artists, or to follow sound criteria in establishing his collection.itaUn ambasciatore portoghese a Roma nel Seicento (1676-1782): tra semplici acquisti di opere d’arte e collezionismojournal article